Il bigoncio è nostro amico

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Posted by francesca de dominicis | Posted in Diario | Posted on 07-07-2015

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Il gran caldo e la mancanza d’acqua mettono a dura prova noi e il nostro orto. Ma c’è chi nasce combattente e così lasciamo alle immagini gli sforzi fatti in campo.
Ci portiamo l’acqua da casa caricando il cofano della macchina di bigonci.

E come sempre la terra ci da una mano.

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Ci siamo riuniti per pensare ad una soluzione alternativa e abbiamo trovato solo questa: resistenza!

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Comments (6)

Ho appreso con incredulità quanto vi sta succedendo! Un orto di cassaintegrati, un orto sociale unico a Roma nato dentro una scuola agraria, che ora, però, per bocca del suo preside, lo vuole sopprimere.
E si tenta di farlo togliendogli l’acqua!
Un’occasone persa dall’istituto agrario Garibaldi per dimostrarsi all’altezza dei cambiamenti che sta vivendo Roma in tema di orti urbani e condivisi.

W il bigoncio, w la terra
M.

Ma possibile che nessuno si indigni per quanto vi sta succedendo?
In tutta Europa si sta diffondendo la pratica degli orti urbani, il nostro paese addirittura organizza un evento internazionale sul cibo e la terra e nella nostra, già martoriata, città che facciamo? Gli orti urbani li facciamo morire!

che schifo
Luisa

Rimango indignato, sconcertato e deluso di come non ci sia mai fine al peggio, si continua a scavare, metaforicamente parlando, sempre più giù.

PS: cara Francesca un saluto particolare a Edo

Siete eroici! Temevo di vedere il sito sparire, e invece vedo bellissime fotografie di pomodori, cavoli e carciofi! Bravissimi!
Siete il futuro:
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/19/varese-economista-diventa-contadino-senza-cravatta-e-con-vanga-sono-felice/395644/
«“La cosa che mi ha convinto a cambiare lavoro sono stati senz’altro i livelli di stress troppo alti. E così da un giorno all’altro ho lasciato il mio lavoro di consulente aziendale per mettermi a fare il contadino nelle terre che ho sempre visto lavorare dai miei nonni”. E’ la storia di Roberto Bianchi, 35enne varesino che, dopo la laurea in economia, l’Erasmus in Svezia e dieci anni passati a lavorare come economista prima e consulente aziendale poi, si è tolto giacca e cravatta per impugnare la vanga e dissodare i terreni di famiglia: una scelta dettata da un’esigenza personale, e non certo per un motivo economico dalla quale è nata l’azienda agricola Il Bianchi di Casbeno. “Ne dovrò raccogliere di pomodori e zucchine per arrivare allo stipendio che guadagnavo prima”, racconta oggi puntualizzando che: “Quello che è cambiato è la qualità della mia vita. Prima mi svegliavo alle 8 e dopo 4 ore di lavoro non ce la facevo più tra traffico, telefonate e conferenze. Oggi mi alzo alle 6, lavoro anche 14 o 15 ore, ma quando raccolgo i frutti della mia fatica e vedo le reazioni della gente nell’assaggiare una cosa genuina, vado a letto la sera e sono felice”»
Vi auguro tantissima felicità!

Buongiorno, sono un pensionato ed abito di fronte al vostro orto, su via Vigna Murata. Era bello vedervi in tanti lavorare al vostro orto. Vi conosco perché passeggio coi miei 2 cani dentro all’agrario.
Vi scrivo per darvi la mia solidarietà, dopo aver saputo che la scuola vi ha tagliato l’acqua. Se può consolarvi è quasi meglio il vostro orto, poco coltivato ma pulito rispetto a quello della scuola che sembra una giungla!

Un saluto e sempre a testa alta contro i soprusi
Nando

@nando ti ringraziamo molto. Continuiamo ad essere orgogliosi del nostro lavoro .

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