L’ultima goccia?

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Posted by francesca de dominicis | Posted in Comunicazioni, Diario | Posted on 10-04-2015

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L’ultima volta che abbiamo scritto eravamo contenti. Tante visite all’orto ci avevano rallegrato e riempito di orgoglio. Dopo tanti furti e atti vandalici subiti (ci hanno rubato la motozappa e il decespugliatore, comprati con i pochi risparmi) sapere che ancora dopo tanti anni molti ci chiedono di parlare della nostra esperienza ci fa sentire bene, fieri del nostro orto.

Esatto, il nostro orto, così lo abbiamo sempre considerato, con affetto. Ma questo da qualche mese non è più scontato. Dopo aver subito la perdita del lavoro, e per questo aver riversato molte delle nostre energie sul progetto EutOrto, qualcuno ce lo vuole togliere. Ma lo fa in modo meschino.

Per un paio di mesi l’Agrario che ci ospita, ha avuto problemi all’impianto idrico. Era ancora inverno e non ci siamo preoccupati. Tante le piogge e l’impossibilità di iniziare i lavori di coltivazione. Ora però ci siamo accorti che tutta la scuola ha riavuto l’acqua. Gli orti dell’azienda sono bene irrigati e tutte le terre intorno, tranne noi.

Volontà o casualità? Certamente questo è un buon modo per dire chiaramente ad un contadino che non può più coltivare. L’estate arriverà presto e tutte le colture hanno bisogno di acqua. Spendere quelle poche risorse economiche per acquistare semi o piantine che vedremmo morire certo non è allettante.

Sembrerebbe proprio un modo per chiederci di andar via, togliendoci l’allaccio alla condotta dell’acqua.

Per la storia ricordiamo che 5 anni fa la scuola ha stipulato con l’allora Provincia di Roma un patto per farci stare su quel fazzoletto di terra, per dare ad un gruppo di allora cassaintegrati, ora disoccupati (quindi anche peggio!) un posto dove poter ricominciare… senza dare altro che terra.

Catarci, Peciola, il rappresentante dell'Agrario e una delegazione di EutOrto il giorno della prima zolla.

Una delegazione di EutOrto con Gianluca Peciola, Andrea Catarci e l’allora direttore Azienda dell’Agrario, il giorno della prima zolla il 6 settembre 2010.

Se qualcuno ha dato qualcosa siamo stati proprio noi che per un anno abbiamo svolto lavori per la scuola, dalla vendemmia alla raccolta delle olive, senza vedersi riconoscere nulla se non una tuta e delle scarpe da lavoro. La recinsione ce la siamo fatta da noi, la baracchetta dove ripararci anche… tutte cose che la scuola aveva sottoscritto nel progetto e mai realizzato.

Ma noi siamo sempre stati scomodi e non capiamo perché. Abbiamo capito di non essere amati e ci siamo ritirati in orto. Senza disturbare. Certo dalle nostre parti sono passati tanti fotografi, giornalisti, telecamere, scrittori. Ma anche scuole, progetti universitari italiani ed esteri. Forse questo non è piaciuto?

Se dobbiamo essere mandati via, vorremmo che fosse fatto in modo ufficiale e non attraverso gli espedienti meschini portati avanti fino ad oggi. Ne abbiamo già superate tante negli ultimi anni. Sappiamo bene come affrontare anche questi subdoli personaggi.

A costo di portarci l’acqua da casa o coltivare solo pomodori siccagni! 😉

 

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