Standing ovation

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Posted by francesca de dominicis | Posted in Diario | Posted on 07-12-2010

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Un grande successo domenica 5 dicembre a via Appia.  Il nostro banco era proprio in prossimità di Ponte Lungo arrivando da Piazza Re di Roma.
Molti cittadini del quartiere, l’Alberone, hanno gradito molto la presenza di un banco di verdura domenicale con erbe non comuni come il ramolaccio. Saremo fissati ma riscuote sempre un gran successo.

Pensate che nella giornata ne abbiamo venduto quattro casse e alla sera le mamme hanno mandato i figli a vedere se ce n’era ancora.

I nostri vicini di banco venivano spesso a sbirciare per capire i nostri segreti commerciali.
Saranno stati i nostri sorrisi, i racconti, l’apparecchiatura… tanto che il banco si è svuotato alle 13.30 e siamo dovuti nuovamente “scendere in campo” per rifornirlo. Così ancora ramolaccio, rughetta, broccoletti, lattuga, scarola.
A fine giornata (alle 20 abbiamo chiuso, ndr) ci è rimasto ben poco da riportare a casa.

Questa volta poi abbiamo voluto provare portando prodotti “home made”: torte rustiche realizzate dalle sapienti mani del contadino Luigi e marmellate di arancia di Francesca.

Domani 8 dicembre si replica al quartiere San Lorenzo nel tradizionale mercatino anticrisi dell’Immacolata.

Ode al Ramolaccio

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Posted by francesca de dominicis | Posted in EutOrto in Cucina | Posted on 15-11-2010

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Il ramolaccio selvatico (Raphanus raphanistrum L. – Fam. Cruciferae) è una pianta conosciuta già dagli antichi egizi, viene citata nel famoso papiro di Ebers, risalente a 1700 anni a.C.
Era anche conosciuta dai medici romani che la consigliavano per curare la tosse e le affezioni delle vie respiratorie.
E’ diffuso in tutta Italia sia nei terreni incolti che nei coltivati, soprattutto quelli seminativi.

Tutte le parti della pianta hanno un tipico sapore piccante che conferisce alla verdura un “carattere” deciso, simile al rafano. Si raccolgono le cime e le foglie della pianta giovane perché più tenere, ma si consuma anche il colletto che si prepara tranciando la pianta alla radice e troncando le foglie verso la base; si ottiene così un torso che si consuma crudo, come si fa con i Ravanelli.

In varie parti dell`Italia il Ramolaccio è considerato pianta mangereccia, anche se rustica. A crudo condita ocn olio, aceto e sale) o lessata è un ottimo contorno.
Nelle Marche, con questa verdura si prepara la “pasta verde”, prelevando le foglie crude più tenere, tagliandole e mescolandole a lungo con la pasta appena scolata, aggiungendo olio extra vergine d’oliva e formaggio grattugiato.
Nella cucina romanesca il Ramolaccio (‘e ramoracce)  è molto considerato e talvolta si trova nei mercati.

Noi dell’EutOrto lo abbiamo provato così:

Ramolaccio con patate (e chi vuole salsicce sbriciolate)

Lessare insieme patate e ramolaccio, quando le patate sono cotte scolare e ripassare in padella con aglio e peperoncino schiacciando un po’ le patate. Per un sapore un po’ più saporito sbriciolare 2 salsicce in padella prima di aggiungere il ramolaccio conle patate… Aggiustare di sale e cuocere per 10-minuti. Servire con pane tostato bagnato con un filo d’olio extra vergine d’oliva (possibilmente realizzato con le olive dell’Istituto Agrario G. Garibaldi di Roma e molito al frantoio dell’Istituto).

Pasta con le cime di ramolaccio

Si ripassano in padella i germogli crudi di ramolaccio con patate lesse (circa 500g per 4 persone) con 2-3 alici dissalate, olio evo, aglio, peperoncino ed 1 bicchiere di acqua e vino.
Lessare la pasta e quando risale aggiungete anche una manciata di foglie piccole e tenere di ramolaccio. Scolate e ripassate il tutto con il soffritto.

Buon appetito.

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